Pubblicato in: Attualità

Come i “giornali” italiani si adeguano alla propaganda ucraina

IL GIORNALISTA ITALIANO FERITO IN UCRAINA È STATO SCHEDATO SU MYROTVORETS


Provocatore – Partecipante alle attività di informazione e propaganda del paese aggressore contro l’Ucraina“, così viene appellato il giornalista italiano Mattia Sorbi sul controverso sito Myrotvorets, gestito dal Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU), dove è stato schedato dopo esser rimasto ferito gravemente quando la sua auto è passata sopra una mina anti-carro.
https://myrotvorets.center/criminal/sorbi-mattia/

Ricordiamo che su Myrotvorets vengono schedati tutti i “nemici dell’Ucraina”, tra cui Andy Rocchelli, il reporter ucciso dall’esercito di Kiev nel 2014, mentre stava documentando gli attacchi contro i civili nei pressi di Slavyansk.
https://it.insideover.com/reportage/guerra/andrea-rochelli.html

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Anche Open, come Mirotvorez, mette le mani avanti e scheda come “filorusso” il giornalista italiano saltato su una mina ucraina. Nel timore che si riprenda, racconti quello che gli è successo, e magari si ricreda delle sue precedenti dichiarazioni vivendo in prima persona dalla parte russa del fronte, meglio cominciare a inquadrarlo come agente del Cremlino, nonostante fosse stato corrispondente per la RAI con una posizione nettamente filoucraina, raccontando che i russi sparavano sui civili e poi sulla croce rossa che andava a soccorrerli.

ANDIAMO A LEGGERE LA BIOGRAFIA DI MATTIA SORBI

Nato a Milano il 28 maggio del 1979, Sorbi si è laureato in Scienze Politiche, affari e relazioni internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore nel 2004. Durante le Presidenziali del 2008 ha assunto il ruolo di assistente politico nella sede del New Hampshire, a Manchester. Ha fatto un’esperienza lavorativa all’American Enterprise Institute, Washington. Poi ha conseguito il master in politica internazionale nel 2012, presso l’ISPI (Istituto per la politica internazionale, Milano).

Ha successivamente intrapreso la sua carriera in qualità di giornalista freelance a Radio24. Era il 2014, ma solo nel 2018 si è iscritto all’albo dell’ordine dei giornalisti della Lombardia come professionista. Ha collaborato anche con Repubblica ed è stato inviato per TPI e La7.

Inviato di guerra Rai in Ucraina, è ora in ospedale in buone condizioni, soccorso dai russi.

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Eppure ciò non piace a La Stampa che titola la notizia invece con termini ben scelti… IN MANO AI RUSSI… Brrrrrr, che paura.

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Autore:

La verità è il pane degli intelletti robusti. (Arturo Graf)

2 pensieri riguardo “Come i “giornali” italiani si adeguano alla propaganda ucraina

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