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Djokovic 🥰

PRIMA…

DOPO…

TENNIS | Novak Djokovic vince per la sesta volta gli Internazionali di Roma, nonostante non potesse perché morto come tutti i “no vax”…

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Questo il suo botta e risposta con un giornalista della BBC di qualche mese fa:


“Sei consapevole del fatto che potresti veder sfumare la chance di diventare, statisticamente, il più grande giocatore della storia del tennis e solo perché non ti vuoi vaccinare?”
🎾 “Si, lo sono”
“E questo anche se significasse saltare il prossimo Roland Garros?”
🎾 “Si, questo è il prezzo che sono disposto a pagare”
“Anche saltare Wimbledon?”
🎾 “Sì”
“Ma perché, Novak… Perché?”
🎾 Novak risponde:
“Perché i principi che riguardano le decisioni sul mio corpo sono più importanti di qualsiasi titolo, più importanti di qualsiasi altra cosa”.

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C’è chi viene fatto “vincere” per ideologia… e chi invece vince contro ogni ideologia, contro ogni ostacolo, contro ogni ipocrisia, perché è forte e basta.

❤❤❤❤❤❤

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Dal fotoreporter Nicola Rangeloni

Donetsk, anche oggi circa 200 militari ucraini a Mariupol hanno deposto le armi consegnandosi ai militari russi.

Mariupol oggi – La colonna di autobus con a bordo i militari ucraini che hanno deposto le armi nell’Azovstal viene scortata verso Donetsk.

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Chi vince e chi perde la guerra in Ucraina

Tutti i Paesi europei, e non solo, pagano il gas russo in rubli malgrado avessero affermato che non avrebbero mai accettato tale misura. Mentire è una prerogativa intrinseca della dirigenza europea e di tutte le classi politiche di ciascun paese del continente. La moneta russa in poche settimane si è rivalutata sull’euro di oltre il 100% (!!!) passando da oltre 132 a 63. La previsione, nel breve termine, è che arrivi a 44, un valore mai visto. Il prezzo della benzina in Russia prima della guerra era di 0,85 euro al litro, oggi è di 0,45. In Italia era di 1,45 circa ora è intorno ai 2,0 euro. La Russia con la rivalutazione della sua moneta ha ricomprato quote azionarie che aveva ceduto sul mercato, ha comprato a prezzi stracciati ed ha ricapitalizzato le sue aziende facendo lievitare esponenzialmente il loro valore. Le aziende europee subiscono una contrazione dei loro fatturati perché hanno cancellato i profitti derivanti dal mercato russo. Le borse bruciano i valori aziendali, il dollaro si rivaluta, l’euro tracolla. Gli schiavi europei, in parte felici di esserlo, in parte pagati per esserlo, esultano perché l’Ucraina ha vinto l’eurofestival delle canzonette… Ennesima grottesca risibile fiction. Non possiamo, francamente, farci battere da simili minus, per cui combattiamo senza esitazione.

Avv. Mauro Sandri

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Ieri, fischi contro Speranza

Un gruppo di cittadini di La Spezia ha surclassato di fischi e dure contestazioni il Ministro della Salute, per protesta contro la cattiva gestione della pandemia in Italia.



Il presidio di manifestanti davanti alla sala Cap di Genova accolgono Speranza con cartelli e bandiere
“Assassino”, “Vergogna”, “Venduto” sono state le parole che hanno accolto Roberto Speranza ieri mattina a La Spezia, davanti al bar Kairos di Corso Cavour, luogo dell’appuntamento elettorale dove era atteso il ministro.

Arrivato nella città ligure in veste di segretario nazionale di Articolo Uno, il ministro della Sanità avrebbe tenuto un discorso, all’esterno del bar, per sostenere la candidata sindaca della coalizione centrosinistra, Piera Sommovigo, alle prossime comunali.

Il gruppo di contestatori armati di fischietti e cartelli, hanno animato la via del corso centrale di La Spezia, tra cittadini e turisti a passeggio. Dopo essere sceso dall’auto, Speranza, scortato da guardie del corpo e dalla Polizia, è stato accolto da slogan intonati dai presenti, contro le chiusure e la campagna vaccinale, messa in atto dal Governo italiano.

Presenti almeno più di un centinaio di persone che hanno improvvisato un presidio a pochi metri dal luogo del comizio, indicando Speranza in quanto responsabile della cattiva gestione della pandemia e dell’utilizzo di misure restrittive tra le più dure d’Europa.

Tanti fischi ed insulti nei confronti del Ministro della Salute, tra cui “Crepa”, “Buffone”, “Assassino”, “Devi morire”!!

“Giù le mani dai bambini!” è stato uno degli slogan più ripetuti dai manifestanti ed anche “Ti vogliamo vedere in galera”.

Il politico, tra fischi e contestazioni, è riuscito comunque a portare in fondo il suo discorso: “Nessuna paura, siamo in democrazia e le piazze sono il nostro spazio. Vengo qui a testa alta perchè ho difeso il mio Paese, il diritto alla salute di migliaia di cittadini e oggi a testa alta sostengo un progetto politico per cambiare questa città. Il primo punto essenziale è rafforzare la sanità pubblica, perchè questa passa anche dai nostri comuni. Abbiamo aperto una nuova stagione di investimenti, inediti per questo Paese: 10 miliardi in più rispetto al miliardo precedente”.

Nel pomeriggio, il ministro si è recato anche a Genova, alla sala Cap, dove ha partecipato ad un’iniziativa elettorale a sostegno del candidato sindaco dell’area progressista Ariel Dello Strologo. Anche qui, c’è stato ad attenderlo un presidio di protesta da parte di una trentina di cittadini che hanno esposto cartelli e bandiere contro la campagna vaccinale e l’uso del Green Pass.

“No all’ obbligo vaccinale”, “ministro della morte, pagherai per i crimini commessi”, sono alcuni degli slogan scritti sui cartelli.

Un tempo i politici andavano in mezzo alla gente, si mostravano in pubblico nei comizi, stringendo le mani, rispondendo direttamente alle domande poste dai cittadini, indipendentemente se sostenitori o contrari della loro politica esercitata.

Al giorno d’oggi sono super scortati, lasciano dichiarazioni solo per mezzo stampa in un circuito chiuso. Rifiutano il confronto in prima persona con il pubblico cittadino, erigendo delle vere e proprie barriere tra ” il personaggio politico” e “l’elettore”, soprattutto in questi ultimi tre anni.

Di seguito, il video dell’arrivo di Speranza davanti al bar Kairos di La Spezia

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La resa del battaglione Azov

L’esperto militare russo Viktor Litovkin spiega a Izvestiya: “I militanti dell’Azovstal non hanno potuto trattenere i feriti. Hanno bisogno di medicine, hanno bisogno di cure, hanno bisogno di un intervento chirurgico, quindi hanno fatto questo passo. Ma dobbiamo capire che questi feriti vengono fatti prigionieri. Questa non è evacuazione, questa è resa. Saranno curati, riceveranno assistenza medica, ma saranno tenuti prigionieri. E poi a ciascuno di loro verrà data la sentenza giudiziaria che meritano”.

Articolo completo, qui ⤵️

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_resa_dei_nazisti_nellazovstal_verso_la_completa_liberazione_di_mariupol/45289_46295/

Dopo 8 anni di occupazione di Mariupol almeno 265 invasori sono caricati su dei bus, pronti per essere spediti a Yelenovka. Ai feriti vengono date le prime cure.

Se volete farvi due risate con i titoli dei nostri grandissimi giornalisti, ascoltate qui:

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Nessuna correlazione

State attenti a chi seguite, perché non saprete mai dove vi condurrà. -Mark Hancock, studente della terza onda- Tratto da: Dissipatio, La terza onda. Nel 1967 Ron Jones è un giovane professore di storia e letteratura alla Cubberley High School di Palo Alto e, come molti i suoi coetanei, è un idealista e un sognatore. Figlio di […]

Nessuna correlazione

Palo Alto, California, aprile 1967. Ron Jones è un professore che insegna Storia e Letteratura alla Cubberley High School. E’ giovane e anticonformista, un po’ anarchico e informale, spiritualmente libero e riluttante alle regole. La sua classe, composta da circa una trentina di studenti, non lo segue con particolare interesse, ma essendo una scuola piuttosto conservatrice, lo apprezza per l’essere diverso dagli altri insegnanti. Ronnie, come si fa chiamare simpaticamente da tutti, quando un giorno deve spiegare cosa è stato il nazismo e perché abbia avuto così tanto seguito in Germania, non riesce a farsi comprendere pienamente, né a spiegarsi così bene da suscitare interesse. Così ha un’idea, fare un esperimento.

La mattina dopo decide di impartire una serie di regole di comportamento da tenere durante la lezione: gli studenti devono sedersi in un certo modo, con le gambe unite, i piedi incollati al pavimento, la schiena dritta, le braccia conserte, tutto in rigoroso silenzio. Se devono fare una domanda devono alzarsi sull’attenti e pronunciare domande con solo tre parole, rivolgendosi a lui non più chiamandolo Ronnie ma Mr. Jones. E fa loro ripetere più volte la stessa cosa. Gli studenti lo fanno e si divertono, si applicano alle regole e svolgono tutto perfettamente come richiesto. Anche Ronnie si diverte, in fin dei conti si tratta di un gioco. In più, nota un coinvolgimento e un’attenzione maggiore da parte di tutti. Così decide di continuare l’esperimento.

Il giorno dopo decide di dare un nome alla sua classe. Ora gli studenti appartengono a un movimento che si chiamerà “The Third Wave”, la Terza Onda: saranno come le onde dell’Oceano che arrivano sulla costa, e tra queste saranno la terza, quella dei surfisti, la più alta e la più forte. Si vestiranno con un’uniforme, una camicia bianca e dei jeans, per distinguersi dagli altri studenti. Tutti quelli che appartengono al movimento dovranno andare a scuola così, essere iscritti con un tesserino e salutarsi con un gesto simile a quello nazista. La comunità incomincia ad allargarsi, le voci raggiungono anche le altre classi e molti si incuriosiscono. Alcuni si aggiungono al movimento, altri sono lasciati fuori.
Gli studenti, con rigore e disciplina, fanno tutto quello che Ronnie decide per loro, ma molti si spingono oltre. Alcuni formano un gruppo che si occupa della sicurezza del loro leader. Altri cominciano a selezionare i nuovi iscritti, qualcuno in disaccordo viene allontanato oppure denunciato all’insegnante. Alla fine del terzo giorno gli studenti sono duecento e tutti sembrano entusiasti e appassionati del movimento.

Ma Ronnie si accorge che la situazione gli è sfuggita di mano. I suoi colleghi cominciano a lamentarsi, lo avvisano della pericolosità dell’esperimento e degli effetti sugli studenti: questi sono entrati talmente nella parte che si creano tensioni e alcune violenze, soprattutto con chi non appartiene al movimento. Capisce che l’esperimento ha funzionato, i ragazzi hanno compreso cos’è il nazismo e lo stanno applicando in tutte le sue forme. E il tutto in pochissimo tempo.

Così è costretto a prendere una decisione drastica, prima che la situazione degeneri ulteriormente. Convoca per il giorno dopo una riunione molto importante. Ai ragazzi trepidanti e schierati sull’attenti Mr. Jones comunica che il movimento non esiste, che è un esperimento ed è tutto finto. Ora hanno compreso cos’è stato il nazismo. Alcuni studenti si arrabbiano, altri comprendono la situazione, altri ancora finiscono in terapia per una serie di traumi psicologici. Tutti tornano alla normalità di prima.

Anche Ronnie riprende i panni del professore e sull’esperimento pubblicherà un saggio solo qualche anno più tardi. Ha fatto capire a circa duecento studenti cosa vuol dire essere nazisti, cosa vuol dire seguire ciecamente un leader e quali devianze pericolose può portare. In quattro giorni è riuscito a manipolare le menti di alcuni giovani ragazzi, generando un livello di identità collettiva tale da creare un senso di superiorità verso chi non era appartenente al movimento. Ha trasformato la Cubberley High School degli Anni Sessanta nella Germania degli Anni Trenta, ricreando le stesse condizioni di sudditanza e appartenenza del popolo tedesco, milioni di persone, in duecento ragazzi. Per quattro giorni ha trasformato la Cubberley High School nel Terzo Reich.

“Forza attraverso la disciplina, forza attraverso l’unione, forza attraverso l’azione, forza attraverso l’orgoglio”
(motto del movimento)

Bibliografia e filmografia:

Jones R., No Substitute for Madness: A Teacher, His Kids, and the Lessons of Real Life, Island Pr, 1981.
Film-TV “The Wave”, andato in onda su ABC nel 1981.
Film “Die Welle”, di Dennis Gansel, 2008.