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Isolare la cultura russa è una forma di fascismo

Che un cantante russo non possa venire in Italia è una forma di fascismo, che un atleta russo non possa correre, è una forma di fascismo dell’Occidente.

È intollerabile! Un tennista, uno sportivo, un cantante, un direttore, un ballerino, non sono Putin, sono uomini che hanno dignità e amore per l’arte; e vanno difesi fino in fondo! Non si punisca l’arte, non si punisca la musica!

(Vittorio Sgarbi)

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PD guerrafondaio

Non esiste nulla peggio del PD. Nulla.

Ennesimo sondaggio che dimostra come il PD rappresenti la parte peggiore del Paese, la vera destra, quella più militarista, guerrafondaia, sciovinista e legata all’imperialismo USA.

(Omar Minniti)

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Donbass, ritrovate bombe di mortaio Italiane nelle posizioni ucraine.

🇺🇦🇮🇹 Donbass, ritrovate bombe di mortaio Italiane nelle posizioni ucraine.

Non lontano dalla periferia di Donetsk proseguono gli scontri tra l’esercito ucraino e la milizia popolare della DNR. I miliziani, avanzando e conquistando le posizioni ucraine, continuano a ritrovare numerosi quantitativi di armi abbandonate che Kiev ha ricevuto in sostegno dai partner europei. In queste posizioni sono state rinvenute armi anticarro francesi, munizioni spagnole e colpi per mortaio da 120mm di fabbricazione italiana.

https://t.me/vn_rangeloni/909

Vittorio Nicola Rangeloni, fotoreporter

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“Chi ha distrutto Mariupol?”

“Chi ha distrutto Mariupol?”
Ogni tanto tra i commenti trovo questa domanda, spesso posta in modo provocatorio, come se io fossi l’avvocato di qualcuno. Si tratta di una domanda a cui molti, spesso, rispondono in modo troppo sbrigativo e banale.
Ogni casa colpita ha una sua storia e prima di dare una risposta esaustiva bisogna percorrere quelle vie, parlare con le persone, trovare conferme, prove e testimonianze.
Non voglio in alcun modo giustificare nulla e nessuno, ma per correttezza mi sembra giusto cercare qualche risposta tra coloro che hanno vissuto questi eventi, dando loro la possibilità di raccontare le esperienze e le loro verità, spesso in contrasto con le tesi di coloro che fino a febbraio nemmeno sapevano dell’esistenza di questa città.
Puo’ essere un’opera parziale e non rappresentativa di tutti gli edifici, ma le testimonianze sono state raccolte a caso in numerosi quartieri, si tratta di persone che ci mettono la faccia, che non nascondono i loro indirizzi e nomi.

(Vittorio N. Rangeloni, fotoreporter)

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(4/5/2022), Vittorio N. Rangeloni

Azovstal, tregua ad intermittenza

Mosca ha annunciato di impegnarsi a cessare il fuoco dalle ore 8 alle 18 dei giorni 5, 6 e 7 maggio per consentire ai civili rimasti nei bunker dell’acciaieria Azovstal di uscire. I corridoi umanitari sono stati ripristinati dopo un paio di giorni di combattimenti. Precedentemente, grazie anche alla mediazione della Croce Rossa Internazionale, circa 100 civili sono riusciti a mettersi in salvo. Oggi Peskov, portavoce del Cremlino, ha affermato che la controparte ucraina avrebbe proposto di scambiare 15 civili con una tonnellata di cibo e medicine, “richiesta che assomiglia molto a quelle fatte in passato dai terroristi in Siria”.

Ieri, rispetto ai miei viaggi precedenti a Mariupol, ho notato una frequente attività dell’artiglieria così come un largo impiego di armi da fuoco leggere, segno di scontri ravvicinati tra i soldati ucraini e la milizia popolare di Donetsk.

Vittorio Nicola Rangeloni, fotoreporter

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Giorgio Bianchi al Consiglio di Sicurezza dell’ONU

Buonasera, è davvero un onore per me essere qui.
Sono tornato da poco dal Donbass, dove per circa due mesi ho documentato il conflitto.
Devo dire che mi aspettavo una differenza tra la realtà sul campo e quella mediatica, ma non a questi livelli.
Posso capire la propaganda russa, posso capire la propaganda ucraina, ciò che per me resta incomprensibile è la propaganda europea.
Con i media russi censurati, e con tutti gli altri cosiddetti media ufficiali allineati sulla propaganda ucraina, per il pubblico europeo, io sono europeo, è praticamente impossibile formarsi un’opinione obiettiva sulla realtà sul campo. Per questo sempre più persone si rivolgono al web un’informazione equilibrata.
Governi e piattaforme digitali, invece di interrogarsi su questo fenomeno, stanno cercando di limitare l’accesso alle informazioni online. Sembra che il loro obiettivo sia quello di sostenere un’unica narrazione dei fatti.
La guerra è di per sé drammatica, ne so qualcosa, quindi non c’è bisogno di renderla ancora più orribile inondando etere e carta di notizie false. Penso che non sia utile alimentare il conflitto o addirittura ampliarlo, alimentando l’odio.
Mi sembra che ci sia una sorta di interesse per far sì che il conflitto duri a lungo e si allarghi.
Ho personalmente smascherato diverse fake news diffuse sui media europei: la vergognosa prima pagina de La Stampa che surrettiziamente attribuiva ai russi la strage avvenuta a Donetsk il 14 marzo; il fatto che Mariana, la ragazza simbolo del bombardamento dell’ospedale Mariupol, non sia stata rapita dai russi; il fatto che i russi non stiano deportando civili da Mariupol (non riescono ad evacuare tutti i civili che desiderano partire, di certo non riescono a portare via quelli che vogliono restare).
Al contrario, ho dimostrato che i soldati e le milizie ucraine hanno ampiamente utilizzato i civili come scudi umani.
Le testimonianze che ho raccolto sono decine e la stragrande maggioranza lo conferma.
Non c’è traccia di tutto questo lavoro di fact checking sul campo, nella stampa mainstream.
A che gioco stiamo giocando?
Vogliamo la Terza Guerra Mondiale?
Vogliamo ridurre alla miseria le popolazioni europee a furia di sanzioni?
Sono un giornalista indipendente.
Il mio lavoro è riconosciuto a livello internazionale. Ma non posso lavorare in Ucraina perché sono su una lista nera, Myratvorets, nella quale vengo etichettato come un “criminale”.
Solo per aver fatto il mio lavoro e per aver condiviso il mio punto di vista con il pubblico… Un punto di vista documentato da otto anni di lavoro sul campo.
Vengo accusato di essere un professionista “embedded”. Ma non posso lavorare dall’altra parte perché rischio di essere arrestato.
Pensate sia normale?
Un’altra volta: a che gioco stiamo giocando?
Di sicuro è un gioco molto pericoloso.

Traduzione del discorso di Giorgio Bianchi al Consiglio di Sicurezza dell’ONU (06/05/2022).

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Percezioni del mondo

Quando un russo entra in una stanza e non trova nessuno, dice : “Здесь нет ни души” (letteralmente “Non c’è un’anima qui”)

Quando un americano o un inglese entrano in una stanza e non trovano nessuno dicono : “There is NOBODY here” (letteralmente “Non c’è un corpo qui”)

Qui sta tutta la differenza tra le nostre percezioni del mondo.

Per i russi l’essere umano è un’anima, mentre per gli americani e inglesi è un corpo.