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Muhammad Ali

28 aprile 1967. Muhammad Ali rifiuta l’arruolamento per il Vietnam, dichiarandosi pubblicamente obiettore di coscienza. Viene accusato di renitenza alla leva, arrestato e privato del titolo mondiale dei pesi massimi.

“La mia coscienza non mi permette di andare a sparare a gente povera e affamata nel fango per la grande e potente America. E poi, sparargli per cosa? Nessun vietnamita mi ha mai chiamato sporco negro”.

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Ipocrisia, di Vincenzo Costa

Giornalisti italiani davanti all’ambasciata russa. Silenzio su Assange.

Il solito motivetto, sempre più ipocrita, è: però qui si è liberi di esprimersi e di informare. E si tace sul fatto che la totalità dei giornali, senza cui non ci si può esprimere, appartengono a una enorme multinazionale.

E quei sepolcri imbiancati che sono i nostri giornalisti neanche una parola sulla persecuzione cui è da anni sottoposto Assange, reo di avere detto la verità e di avere informato la sfera pubblica.

La verità è che qui c’è solo la libertà di dire quello che il potere vuole si dica. Liberi sono solo i lap dog. Loro non saranno perseguitati. Ma Assange si.

E né giornalisti né figure istituzionali hanno detto una parola in sua difesa, cioè a difesa della libertà di informare.
Ipocriti.

(Vincenzo Costa)

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Di Vincenzo Costa

Io penso che Draghi debba andare via o essere cacciato al più presto. Non rappresenta il paese, non rappresenta il sentimento e il pensiero degli italiani. E’ un presidente imposto al paese e nulla più. Una sospensione della democrazia.

Parla a nome dell’Italia, con un servilismo che spero gli sia utile per raggiungere le sue ambizioni, ma non ha diritto di mettere a rischio militare ed economico il paese per assicurarsi la riconoscenza degli Stati Uniti.

Non ha indicato quali obbiettivi il suo governo si prefigge, in modo da poter essere almeno valutato rispetto ad essi, per esempio nessuno sa quale sia il suo piano per fronteggiare la disoccupazione, e con ogni probabilità non c’è alcun piano. Siamo alla spera in Dio. Su scuola, sanità, giustizia sociale sta facendo o sciocchezze o sta continuando a distruggere il poco che rimaneva.

Dopo una campagna mediatica che i regimi totalitari se la sognano è evidente agli italiani la sua pochezza, e appena parla non riesce ad andare oltre slogans stantii, frasi zoppicanti, banalità.

Non risponde a nessuno, e questo è un vulnus per la democrazia. Non risponde al parlamento, oramai ridotto a un insieme di passacarte, e non risponde agli elettori, dato che non potrà essere giudicato dagli elettori. Può agire indisturbato, senza alcun vincolo democratico.

Sparla di dittatori, da Orban a Erdogan a Putin. E certamente vi sono problemi di democrazia in quei paesi. Ma dimentica di essere l’unico capo di Governo che non si è presentato agli elettori, l’unico a non avere alcuna legittimazione democratica.

Lascerà il paese con una montagna di debiti e con una crescita lenta e che sta contribuendo a mettere a rischio con le sue imbarazzanti affermazioni e con azioni insensate, esagerate. Non ha visione, progetto per il paese reale, e parla come se non ci dovesse essere un domani e il paese non dovesse, per la sua prosperità, riallacciare relazioni con Russia, Cina.

Con ogni evidenza è preoccupato della prosperità statunitense, preferendola a quella italiana. E questo indica a chi risponde.

L’Italia ha diritto ad avere un PROPRIO presidente del consiglio.

È ora che vada a casa perché un presidente del consiglio deve tutelare gli interessi del paese.

Chi lo sostiene non ha scuse. Non servono giochi politici, esercizi retorici: occorrono azioni.

Che lo si mandi via.

(Vincenzo Costa)