Pubblicato in: Attualità

Una famiglia stroncata dai Veleni

Una tragedia che si aggiunge al già triste destino di una famiglia. E’ morto per un malore improvviso il geometra Roberto Canepa, padre di Camilla, la 18enne morta il 6 giugno 2021 dopo la somministrazione di una dose del vaccino anti-covid di Astrazeneca.
L’uomo, 53 anni, si è sentito male nel tardo pomeriggio di ieri a Zoagli, in provincia di Genova, dove stava passeggiando con alcuni amici. Il malore, pare un attacco cardiaco, è stato fulmineo: Canepa si è accasciato, è morto nonostante i soccorsi immediati del personale del 118. La notizia si è sparsa velocemente a Sestri Levante dove Canepa gestiva una agenzia immobiliare.

E’ l’ennesimo lutto ravvicinato che subisce la famiglia Canepa. Un mese dopo la morte di Camilla, deceduta per emorragia cerebrale, evento avverso provocato dal farmaco di Astrazeneca, era morto il nonno della ragazza, Carlo Canepa, che era rimasto assai provato dalla scomparsa della nipote. Roberto Canepa lascia la moglie e Beatrice la sorella maggiore di Camilla.

Pubblicità
Pubblicato in: Attualità

L’Ambasciara russa presenta esposto contro “La Stampa”

“ISTIGAZIONE A DELINQUERE E APOLOGIA DI REATO”. L’AMBASCIATORE RUSSO PRESENTA ESPOSTO CONTRO “LA STAMPA”


Marcello Pamio – 25 marzo 2022


Istigazione a delinquere e apologia di reato per alcuni articoli a dir poco scandalosi pubblicati dalla stampa italiana. Ecco il motivo per cui l’ambasciatore russo a Roma Sergey Razov ha presentato un esposto alla magistratura proprio oggi. Ricorda infatti come sul giornalino “La Stampa” il 22 marzo scorso sia stato “pubblicato un articolo in cui si considerava la possibilità dell’uccisione del presidente della Russia. Non c’è bisogno di dire che questo è fuori dall’etica e dalla morale e dalle regole del giornalismo. Ecco perché ho presentato l’esposto”. Lasciando perdere etica e moralità, valori inesistenti nel giornalismo mainstream, per fortuna Razov ha ricordato che “nel codice penale della Repubblica italiana si prevede la responsabilità per l’istigazione a delinquere e l’apologia di reato”.
Atto dovuto questo dell’ambasciatore, ora mi auguro di cuore che ci sia in Italia ancora un giudice onesto e coraggioso che porti alla sbarra i giornalisti colpevoli di reato!
Purtroppo in Italia vengono indagati liberi cittadini solo per aver consigliato la disobbedienza civile, mentre i veri criminali continuano a rimanere a piede libero, e ahinoi anche a legiferare…


https://www.romatoday.it/attualita/ambasciatore-russo-a-roma-denuncia-stampa.html


E anche Libero si è dato da fare…

Pubblicato in: Attualità, Storia

L’accusa del giorno

L’accusa del giorno è che la Russia stia utilizzando bombe al fosforo. Gesto condannabile, se vero, ma gli archivi della BBC ci ricordano che anche USA e GB le hanno usate in Iraq. Dov’era il mondo indignato di oggi? Viscidi ipocriti, fra disonesti intellettuali e ignoranti di Storia.

In sintesi…

La POLONIA non ha ottenuto nulla.

Stoltemberg
“La NATO non metterà uno scarpone in territorio ucraino”.

Biden ha creato la TIGER TEAM per prevenire attacchi atomici o batteriologici.

Zelensky: i Russi hanno utilizzato bombe al fosforo (ma non ci sono prove).

Germania e Italia
“Non siamo pronti a staccarci dal gas russo”.

Biden ha annunciato un miliardo di dollari di aiuti all’Ucraina.

- FINE DEL VERTICE NATO -

Pubblicato in: Attualità

Il trapianto degli italiani

I politicanti del Draghistan sono pronti ad aiutare tutto il mondo, tranne gli italiani.
Ora impariamo tutti a parlare l’ucraino, avvalendoci del bonus che forse istituiranno per corsi di apprendimento rapido… Il tutto mentre rimangono sospesi e senza stipendio fino al 15 giugno gli over 50!

Pubblicato in: Attualità

Dalla parte di… Art Attack

…Se non si può stare dalla parte di Putin, si può stare dalla parte di Art Attack?

Mai viste le sue puntate creative?

In ogni caso, questo è il suo pensiero:

Giovanni Muciaccia (art attak) racconta due spaccati di “democrazia” con cui si riempiono la bocca gli ipocriti di questo circo di Paese. “Conto bloccato”… perché? Perché sei sposato con una russa, e con la “democrazia” non si scherza.

Nel frattempo…

Repubblica Ceca: carcere per chi sostiene la Russia sui social. Udite udite... “La libertà ha limiti”.

In Repubblica Ceca si rischia il carcere fino a 3 anni per chi sostiene la Russia o Putin sui social media: il procuratore capo, “la libertà ha i suoi limiti”.

In Repubblica Ceca si potrebbe rischiare il carcere fino a 3 anni solo per sostenere/fare discorsi “filo-russi” sui social media: in Italia la notizia in pratica non è arrivata, se non su siti spesso accusati di “complottismi” e “fake news” dai debunker professionisti. Eppure questa volta non solo la notizia è vera ma c’è un comunicato ufficiale del procuratore capo generale della Repubblica Ceca, Igor Stríž, che informa nel dettaglio i prossimi rischi per i cittadini cechi in merito alla tragica vicenda della guerra tra Russia e Ucraina.

Da Praga, governo filo-occidentale e membro Nato, la posizione contro la Russia è sempre più dura negli ultimi giorni: dallo sport (con la federcalcio ceca che si rifiuta di disputare l’eventuale partita di playoff per i Mondiali in Qatar contro la Russia) fino alla politica e addirittura al mondo dei social. Con un comunicato stampa diffuso da Brno lo scorso 26 febbraio, il procuratore capo Stríž scrive: «La Procura suprema ritiene necessario informare i cittadini che l’attuale situazione associata all’attacco della Federazione Russa all’Ucraina potrebbe avere implicazioni per la loro libertà di espressione».

SOSTIENI RUSSIA SUI SOCIAL? RISCHI CARCERE E LIBERTÀ LIMITATA

La libertà di espressione in Repubblica Ceca è garantita dall’articolo 17 della Carta dei Diritti costituzionali: «Ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni in qualsiasi modo ritengano opportuno»; eppure, sottolinea ancora il procuratore capo, «la libertà di parola ha i suoi limiti anche in uno Stato democratico governato dallo Stato di diritto». Perciò l’annuncio-minaccia lanciato dalla stessa Procura: «Se qualcuno pubblicamente (comprese le manifestazioni, Internet o i social network) ha accettato (accettato o sostenuto gli attacchi della Federazione Russa all’Ucraina) o ha espresso sostegno o elogiato i leader della Federazione Russa a questo proposito, potrebbe anche essere soggetto a responsabilità penale a determinate condizioni». Si tratta del reato di “approvazione di un reato”, sostenuto dall’articolo 365 del codice penale ceco, ma anche si è perseguibili per il reato di «negazione, interrogatorio, approvazione e giustificazione del genocidio ai sensi dell’articolo 405 del codice penale». Stando ad un rapporto diffuso in questi giorni da Radio Praga Internazionale, chiunque trovato in violazione di questi reati del codice penale in Repubblica Ceca rischia fino a 3 anni di carcere, anche se riconosce sarebbe comunque difficile sporgere una denuncia. Diverse le critiche internazionali giunte dalla stampa anche inglese, come “Breibart” che si chiede «se qualcuno potrebbe essere perseguibile per aver semplicemente messo in dubbio l’espansione verso est della NATO, la decisione dell’Occidente di sostenere il colpo di stato di Euromaidan nel 2014, o la misura in cui le affermazioni che il governo ucraino ha maltrattato i civili nel Donbass potrebbero essere vere». La stessa Polizia di Stato ceca scrive sui propri canali social: «Registriamo dozzine di segnalazioni per commenti nelle discussioni su Internet che approvano l’invasione russa e le attività dell’esercito russo. Monitoriamo attentamente l’ambiente Internet e ci scusiamo per non aver risposto a tutte le segnalazioni nei nostri post. Grazie per la vostra comprensione!».

(https://www.ilsussidiario.net/news/repubblica-ceca-carcere-per-chi-sostiene-la-russia-sui-social-liberta-ha-limiti/2301700/)

•••

Avrei poi una domanda:

Avete mai visto un missile entrare in una cucina senza distruggere niente? Io no, cioè, la logica ci porta a pensare che è una cosa che non esiste, ma pare che per il mainstream occidentale sia una cosa del tutto normale… e così riprende la notizia e la piazza con tanto di video che mostra il missile là, per conto suo, incurante del lavandino.

https://www.ilmessaggero.it/video/ucraina_missile_cucina_lavello_video-6576154.html
Pubblicato in: Attualità

RISPETTO AGLI ALTRI “ALLEATI” EUROPEI ABBIAMO SEMPRE AVUTO UN CANALE PREFERENZIALE

“Ci aspettiamo che a Roma, come in altre capitali europee, tornino comunque in sè, ricordino gli interessi profondi dei loro popoli, le costanti pacifiche e rispettose delle loro aspirazioni di politica estera”.
“Mosca non ha mai utilizzato le esportazioni di energia come strumento di pressione politica. Le compagnie energetiche russe hanno sempre adempiuto pienamente ai loro obblighi. Continuano a farlo anche adesso. Le sanzioni non sono una nostra scelta. Non vorremmo che la logica del ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire, che ha dichiarato la totale guerra finanziaria ed economica alla Russia, trovasse seguaci in Italia e provocasse una serie di corrispondenti conseguenze irreversibili“.

Alexei Paramonov (direttore del dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo)

https://www.ildubbio.news/2022/03/19/la-russia-avverte-litalia-con-altre-sanzioni-conseguenze-irreversibili/