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Pubblicato in: Sui vaccini

PRIMO CONVEGNO DELL’ASSOCIAZIONE “DANNI COLLATERALI”

Domenica 6 maggio, si è tenuto a Roma il primo convegno sui danni collaterali dati dai vaccini. Al convegmo sono presenti professionisti di vari settori e tra questi anche il Dott. Giovanni Frajese il quale, di recente, è stato come altri sospeso dall’ordine dei medici non perché abbia mancato di soccorrere persone malate, anzi, ma perché non si è piegato al ricatto vaccinale; ma noi siamo in democrazia, di cosa ci meravigliamo?

Consiglio caldamente l’ascolto dei vari interventi perché li ritengo preziosi ed è importante divulgarli perché i danneggiati da vaccino ESISTONO, sono una REALTÀ, ma si fa finta di non vederli, trovandosi quindi soli e abbandonati dai medici e dallo Stato dopo essere stati pressati in tutti i modi.

Il convegno nei video è diviso in due parti, è lunghetto, ma veramente ne vale la pena.

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Pubblicato in: Attualità, Passato

Le famose fosse comuni

Di Maurizio Vezzosi, fotoreporter

Come ho già scritto, negli ultimi giorni ho visitato entrambi i luoghi – Stary Krim e Mangush – dove secondo l’ormai – de facto – ex sindaco di Mariupol si troverebbero fino a novemila vittime civili sepolti in presunte fosse comuni: per quello che mi è dato sapere nessun altro giornalista italiano ha visitato, almeno fino a l’altro ieri, i luoghi in questione.

Nell’ultima puntata di Controcorrente è andato in onda un servizio sul tema delle presunte fosse comuni con la mia firma e alcune delle mie immagini. L’altro nome con cui è stato firmato il servizio è quello di Gianni Sileo, giornalista che non conosco e con cui mai ho collaborato. Non so dire se la voce del servizio sia sua o di un’altra persona: quel che è certo è che. per ragioni a me non note, nessuno della redazione di Controcorrente ha tenuto conto di quanto da me rilevato sul campo e da me riferito prima di mandare le immagini per il servizio.
Non appena rientrato da Mangush ho avvertito la redazione del fatto che utilizzare l’espressione “fossa comune” risultasse del tutto improprio e che le sepolture in questione riguardassero un cimitero. Ma paradossalmente, il servizio firmato con il mio nome spiega che a Mangush “e’ stata trovata un’enorme fosse comune con centinaia di corpi, di uomini donne e bambini che sarebbero stati uccisi o morti di stenti senza cibo né acqua per oltre un mese” senza chiarire su quali fatti si basino queste affermazioni, o meglio lasciando intendere di averle ricevute dal proprio inviato, ossia da me.

Il montaggio del servizio – curato dalla redazione – non ha lasciato spazio ad alcun mio racconto dei fatti, omettendo che si tratta di due aree cimiteriali, che si tratta di sepolture individuali, che tra le persone sepolte ci sono anche militari ucraini caduti in battaglia, che non c’è stata alcuna esecuzione di massa deliberata o episodio analogo, che non c’è alcun indizio che indichi l’intento di occultare le vittime sepolte, che i numeri delle sepolture sono ben diversi da quelli di cui ha parlato l’ormai ex sindaco di Mariupol Vadim Boychenko: numeri nei fatti inferiori alle mille sepolture complessive, tra il cimitero di Mangush e quello di Stary Krim. Un numero che certamente non corrisponde al numero totale delle vittime della battaglia di Mariupol, sepolte anche in aiuole, giardini condominiali e spartitraffico, e in parte ancora in attesa di trovare sepoltura.
Vale la pena ricordare che Vadim Boychenko è fuggito da Mariupol prima che cominciasse l’attacco russo – a febbraio -, che quindi non si trova a Mariupol da oltre due mesi e che non ha mai chiarito quali fonti avvalorino le sue dichiarazioni e quelle del “Consiglio municipale di Mariupol” che fa a lui riferimento.
Le immagini che ho fatto avere alla redazione includono le interviste con due donne che si stavano prendendo cura delle tombe dei propri cari nel cimitero di Mangush: evidentemente la redazione di Controcorrente non le ha ritenute significative.
A Stary Krim, dove si trova il principale cimitero di Mariupol, ho potuto assistere ad alcune delle sepolture in questione ed intervistare un operaio che se ne stava occupando.
Mancando di dare i minimi ragguagli sulle presunte “altre duecento fosse comuni rinvenute”, il servizio si giova della mia presenza in loco per avvalorare le dichiarazioni di una delle parti coinvolte in questo conflitto e dare conferma della loro validità assoluta ed evidentemente indiscutibile,
Professionalmente è del tutto inaccettabile che il mio lavoro da inviato sul campo venga utilizzato tacendo su un’evidenza palese e venga al contempo distorto per dare conferma di una versione dei fatti priva di fonti e di qualunque ragionevole fondamento. Sono convinto che l’accaduto sia del tutto slegato dalla volontà dei vertici di Rete 4 e ancor più da quelli dell’azienda a cui fa riferimento il canale.

Particolarmente spiacevole per me è che questa vicenda si consumi ad una settimana dalla decontestualizzazione di una parte del mio precedente servizio per la medesima trasmissione, servizio che si proponeva di raccontare, insieme al presente, la strage di Mariupol del 2014.
L’accaduto costituisce l’ennesima forzatura narrativa sulle vicende ucraine: una forzatura che contribuisce ad alimentare un clima volto a compromettere la possibilità di una qualunque soluzione diplomatica, e con questa, l’auspicabile fine della guerra.
Insieme a queste considerazioni intendo ribadire che non esistono guerre gentili o raffinate.
La tragedia di Mariupol, come quella dell’intero Donbass e dell’intera Ucraina, poteva e doveva essere evitata. Professionalmente, e umanamente, ho il dovere di fare tutto quello che è nelle mie possibilità per scongiurare nuove tragedie: molto più semplicemente, ho il dovere di dire la verità.

Nella foto: l’anziana che ho intervistato al cimitero di Mangush. Sullo sfondo le sepolture che l’ormai ex sindaco di Mariupol ha definito fosse comuni.

Maurizio Vezzosi
Italian freelance analyst, reporter


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LE FOSSE COMUNI… NON LE ABBIAMO GIÀ INCONTRATE?

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L’episodio che più impatto ebbe sull’opinione pubblica italiana e occidentale fu il ‘massacro di Timisoara’ del Natale del 1989. Per giorni si parlò di un vero e proprio eccidio costato la migliaia di civili inermi, passati per le armi dalle truci milizie del regime nella città romena, e le immagini di ‘migliaia’ di cadaveri sepolti in una ‘fossa comune’ fecero più volte il giro del mondo diventando il simbolo di quanto accadeva in uno dei paesi dell’Europa orientale che si stava liberando dall’odiato comunismo di stampo sovietico. Ad un certo punto comparve anche un filmato che mostrava i primi corpi riesumati con evidenti tracce di “torture spaventose”; i cadaveri avevano in comune un taglio malamente ricucito che andava dal collo all’inguine…
Il presunto eccidio del Natale del 1989 a Timisoara, ‘incontrovertibilmente vero’ in quanto raccontato dalle tv e dai giornali di tutto il mondo con ‘testimonianze particolareggiate’ ed immagini a profusione, in poche settimane venne smascherato e divenne una delle bufale più inquietanti nella storia del giornalismo.
I cadaveri ritratti erano solo 13 ed erano morti di morte naturale. I segni delle torture erano in realtà conseguenza delle autopsie praticate da un medico legale. Niente stragi, niente fosse comuni. Il 24 gennaio del 1990 una tv tedesca e la France Press denunciarono la messa in scena: “Tre medici di Timisoara hanno affermato che i corpi di persone decedute in modo naturale sono stati prelevati dall’istituto medico legale e dall’ospedale per essere esposti alle telecamere come vittime della Securitate”.

Ma l’industria internazionale delle bufale non si diede per vinta, avendo sperimentato la facilità con cui qualche agenzia di stampa e qualche fotoreporter possono di punto in bianco, in assenza di prove e di conferme incrociate, creare un caso e mobilitare le opinioni pubbliche. E quindi fornire ai governi e agli Stati Maggiori di Washington e dell’Unione Europea il là per potersi imbarcare in bombardamenti umanitari, invasioni preventive, occupazioni democratiche.

Paradossalmente la censura, la verve propagandistica parca di notizie e il dilettantismo tipici dei media del paese preso di mira dalla ‘disinformatia’ contribuiscono a concedere credibilità alle esagerazioni e alle invenzioni prodotte con maestria professionale dall’industria internazionale della menzogna.

Scrive Federico Povoleri in un pezzo dedicato ai meccanismi della disinformazione:

Le cose da considerare in questa storia sono allo stesso tempo importanti e quasi incredibili:
1) La capacità di raggiungere in pieno un obiettivo di disinformazione a livello internazionale;
2) L’accettazione acritica da parte dell’opinione pubblica di notizie che mancavano di fonti certe e attendibili;
3) L’incredibile capacità di penetrazione della notizia che crebbe a dismisura attraverso leggende e false notizie di supporto;
4) La dimostrazione di quanto un’informazione manipolata possa trasformare o addirittura costruire la realtà.

Il modello, sperimentato con successo in Romania, venne infatti utilizzato di nuovo, ed in grande stile, per altri quadranti del globo dove la sete di petrolio e di territori da conquistare imponevano sanzioni prima e interventi militari poi.

Vi ricordate le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, con i giornali che svelavano una compravendita di materiale radioattivo con un piccolo e sconosciuto paese africano mai avvenuta? Giornalisti affermati affermavano che nel Kuwait occupato i soldati iracheni al servizio di Saddam Hussein uccidevano i neonati nelle incubatrici

Prima ancora la fabbriche delle menzogne aveva funzionato egregiamente per giustificare i bombardamenti sulla Serbia e l’invasione della provincia del Kosovo. Si cominciarono a descrivere con dovizia di particolari le esecuzioni sommarie, le colonne di profughi bombardati dai caccia (questo avveniva davvero, solo che i caccia erano quelli della NATO decollati dalle basi militari italiane…), gli stupri di massa contro le donne kosovare, i villaggi distrutti.
Siccome le opinioni pubbliche si dimostravano ancora troppo tiepide nei confronti di un intervento militare di terra, si cominciò a parlare di milioni di profughi in pericolo di vita, di eccidi indiscriminati, di pulizia etnica.

A invasione conclusa le squadre forensi della FBI e della Polizia spagnola, inviate in Kosovo a caccia delle fosse comuni dove sarebbero stati sepolti decine di migliaia di civili kosovari, non ne trovarono, ma si imbatterono nei campi di prigionia e nelle sale della tortura allestite dai ‘liberatori’ dell’UCK, riconvertitisi nel frattempo nei nuovi padroni della provincia sottratta a Belgrado. (Vi consigliamo la lettura dell’articolo ‘La bufala delle fosse comuni in Kosovo. Assordante silenzio degli invasori ‘umanitari’, di John Pilger).

A quanto pare le smentite e le prove della manipolazione delle opinioni pubbliche da parte dell’industria della guerra non sono servite a molto. Anche di fronte a ciò che accadeva a Tripoli, il meccanismo all’opera è sempre lo stesso e le opinioni pubbliche – soprattutto quelle più sensibili alle tematiche umanitarie e orientate a ‘sinistra’ – sembrano accettare le varie ‘informazioni’ riportate dai media senza porsi particolari domande sulla loro veridicità.
Che la maggior parte di queste siano precedute dal ‘sembra che…’, ‘si dice che…’, testimoni che vogliono rimanere anonimi affermano che…’ poco importa. Il meccanismo emotivo prende il sopravvento e rende alle cancellerie occidentali molto facile giustificare operazioni militari presentate come finalizzate a proteggere le popolazioni mentre in realtà mirano ad intervenire in territori dalle quali gli interessi dell’imperialismo erano stati esclusi od in parte limitati.
Paradossalmente sono spesso ingenue (o a volte prezzolate) Ong e associazioni di massa a pressare i governi affinché intervengano il prima possibile con sanzioni o interventi militari contro i regimi responsabili degli eccidi.

Nel caso della Libia milizie armate fino ai denti e ben organizzate vengono descritte come ‘manifestanti inermi’; non ci sono colonne di centinaia di migliaia di profughi che tentano di fuggire verso i paesi confinanti eppure la notizia continua a rimbalzare sui media italiani ed esteri; le cifre dei morti – che evidentemente comprende anche quelli di parte governativa – crescono iperbolicamente senza che se ne abbia nessuna conferma, e per giustificare che le strade non sono lastricate di cadaveri come detto da alcuni ‘testimoni oculari’ via facebook o via twitter alcuni quotidiani hanno affermato che i mercenari avrebbero scaricato i morti nel deserto gettandoli dagli aerei… Ma le prime crepe nel meccanismo della produzione di massa delle bufale di guerra cominciano ad aprirsi. E non solo sui media alternativi o più critici nei confronti del meccanismo dominante.
Il Manifesto ha poi riportato questa notizia:

“Su nostra sollecitazione si è avuta la smentita ufficiale della Corte Penale Internazionale che il signor Sayed Al Shanuka o El-Hadi Shallouf non figurano né come impiegati né come responsabili di organi della Corte Penale Internazionale. Si tratta di un gravissimo episodio di disinformazione poiché da tali individui era stata fatta arrivare tramite la Tv Al Arabiya la notizia di 10 mila morti e di 50 mila feriti”.

La denuncia, incredibilmente, arriva da alcuni esponenti del Partito Radicale, in prima fila nel chiedere un intervento deciso dell’Europa contro Gheddafi… Possibile che nessuno a Rainews 24, che ha dato per due giorni in tutti i suoi notiziari questa cifra sulla vittime, si sia preoccupato di verificarne la veridicità? Possibilissimo…
Anche sui tanto sbandierati bombardamenti aerei sui civili nei quartieri di Tripoli e Bengasi, più volte smentiti dagli italiani arrivati in Italia dalla Libia e da numerosi testimoni – questa volta forniti di nome e cognome – qualche dubbio ce lo ha anche il corrispondente de La Repubblica.

Inoltre sul quotidiano in edicola oggi scrive l’inviato a Tripoli Salvatore Nigro : “Un libico (…) guardando le foto delle fosse in cui sono state sepolte alcune delle vittime dice: “Non è una fossa comune, è uno dei cimiteri di Tripoli vicino al mare, si vedono anche le sepolture più vecchie sullo sfondo”. Ma ormai è chiaro: nella guerra contro Gheddafi ci sono delle notizie diffuse senza controllo, rilanciate e trasformate in fatti veri”…
Dicendo questo non vogliamo assolutamente negare la gravità di quello che sta accadendo a Tripoli: in Libia sono in atto cruenti combattimenti tra due fazioni delle classi dirigenti all’interno di un sistema tribale che la rivoluzione di Gheddafi, degradatasi da anni in dittatura personale e famigliare, non è riuscita a scalzare.
Come accade spesso nelle zone di guerra i civili sono i primi a fare le spese della violenza.
Il problema è non lavorare, come si dice in questi casi, per il ‘re di Prussia’, avallando un intervento militare e neocoloniale contro il popolo libico – mascherato da operazione umanitaria – che rappresenta esattamente il contrario rispetto a quelle aspirazioni alla libertà, alla democrazia e alla giustizia sociale che stanno animando le rivolte dei popoli e dei lavoratori in tutto il Maghreb e nella penisola arabica.

Fonti: http://www.radiocittaperta.it/index.php?option=com_content&task=view&id=5985&Itemid=9

Romania, Iraq, Kosovo… Libia: nelle fosse comuni si seppellisce la verità

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TROVATE O NO DELLE SIMILITUDINI?

È come se ogni volta si recitasse uno stesso e identico copione in cui cambiano solo gli attori (da sacrificare), eccetto quelli principali (che ne escono sempre con le mani pulite e da “salvatori”).

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Pfizer lo scrive chiaro e tondo

“Il nostro vaccino COVID-19 e qualsiasi altro prodotto candidato per il quale riceviamo l’approvazione o l’autorizzazione all’uso di emergenza sono soggetti a un controllo normativo continuo, inclusa la revisione di ulteriori informazioni sulla sicurezza

Il nostro vaccino COVID-19 viene utilizzato dai pazienti come prodotto autorizzato più ampiamente di quanto non sia stato utilizzato negli studi clinici e pertanto dopo l’autorizzazione all’uso di emergenza possono essere osservati effetti collaterali e altri problemi che non sono stati osservati o previsti, o non erano così diffusi o gravi, durante gli studi clinici

Non possiamo garantire che non si verifichino problemi di sicurezza scoperti o sviluppati di recente

Con l’uso di qualsiasi vaccino da parte di un’ampia popolazione di pazienti, di tanto in tanto possono verificarsi eventi avversi gravi che non si sono verificati nelle sperimentazioni cliniche del prodotto o che inizialmente sembravano non correlati al vaccino stesso e solo con la raccolta di successive informazioni sono risultati essere causalmente correlati al prodotto

Eventuali problemi di sicurezza di questo tipo potrebbero indurci a sospendere o cessare la commercializzazione dei nostri prodotti approvati, eventualmente sottoporci a responsabilità sostanziali e influire negativamente sulla nostra capacità di generare entrate e sulla nostra condizione finanziaria. La successiva scoperta di problemi precedentemente sconosciuti con un prodotto potrebbe influire negativamente sulle vendite commerciali del prodotto, comportare restrizioni sul prodotto o portare al ritiro del prodotto dal mercato.”

Questo è scritto a Pag. 9 del rapporto annuale stilato dalla Biontech, produttrice del “vaccino” Pfizer.

Vi sembra poco? A me no!

Il documento:

https://investors.biontech.de/node/11931/html

Segnalato anche da Radio Radio Tv con intervento del Dott. Giovanni Frajese e dell’Avv. Renate Holzeisen:

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Attentati terroristici in Russia?

E adesso che succede?
L’ambasciata USA a Mosca ha emesso un alert di sicurezza per i cittadini statunitensi, invitati a lasciare immediatamente la Russia.

Anche la Polonia e la Bulgaria hanno emesso simili avvisi, mentre la Lettonia ha decretato lo stato di emergenza e la chiusura di alcuni valichi di frontiera, per gestire gli eventuali flussi di profughi.




Quindi…

🇱🇻🇷🇺⚡Il ministro degli Esteri lettone Edgars Rinkevics ha esortato i cittadini del suo Paese a non visitare la Russia e coloro che attualmente si trovano nella Federazione Russa ad andarsene il prima possibile

🇵🇱🇷🇺⚡La Polonia esorta i suoi cittadini a lasciare la Russia e ad astenersi dal viaggiare lì.

🇪🇪🇷🇺⚡ L’Estonia esorta i suoi cittadini a lasciare la Russia e ad astenersi dal viaggiare lì

🇷🇴🇧🇬🇷🇺⚡Romania e Bulgaria esortano i propri cittadini a lasciare immediatamente la Russia

⬆️ L’occidente si sta preparando ad atti terroristici mirati in Russia dopo aver distrutto il North Stream?

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La Meloni nel 2014…

🇮🇹 MELONI SULLE SANZIONI ALLA RUSSIA


“Sconcertata dalla leggerezza con la quale l’UE affronta le relazioni economiche e geopolitiche con la Russia e delle ripercussioni che le sanzioni e le conseguenti controsanzioni possono avere sull’economia italiana”.

“Questo è nulla se Putin dovesse interrompere le forniture di gas, con l’aumento delle bollette. Ma per cosa stiamo rischiando tutto questo? Per una intelligente strategia? Certamente no, non stiamo facendo l’interesse nazionale”.

“L’UE non ha una politica estera propria: non ha alcun senso forzare l’ingresso dell’Ucraina nella UE e nella Nato, andando in guerra con Putin”.

“L’Italia ritiri immediatamente il proprio sostegno alle sanzioni contro la Russia. L’Italia si faccia promotrice di una risposta politica alla crisi e speriamo che per una volta non si faccia i servi sciocchi di interessi altrui”. (Fonte: Parlamento)

Ehm… scusate, era il 2014.

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La Meloni oggi…

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Volete votare?

[Volete votare? Votate contro la guerra, dunque]

Nelle scorse ore ho letto di Mario Draghi e del suo viaggio negli USA volto a rassicurare la Casa Bianca sulla cieca ed estrema fedeltà al patto atlantico del nostro Paese, quale che sia la prossima maggioranza di governo. Vedete? Scrivo spesso che le politiche italiane del prossimo futuro sono già state stabilite, e non certo a Roma. Questa è un’altra – l’ennesima – occasione che dimostra l’esistenza di un vincolo esterno molto forte, che ci condiziona su più livelli e verso il quale le elezioni nazionali non hanno alcun potere, configurandosi piuttosto come un appuntamento formale.

Il posizionamento geopolitico del nostro Paese è a dir poco autolesionista, è degno solo di una colonia militare, comporta dei sacrifici non solo inutili, ma anche coatti, e quel che è peggio: esso è voluto e condiviso da tutti i gruppi parlamentari. Quanto ai pochi di “Alternativa”: questi stanno per lasciare le aule e non sono stati comunque in grado di porre il tema dell’uscita dalla NATO come punto politico fondamentale. Figuriamoci, lo stesso Pino Cabras mi ha confessato il segreto di Pulcinella, ovverosia che a parlar seriamente di staccarsi dalla NATO si mette a rischio la propria vita. Cosa che peraltro io so benissimo, e difatti credo che ai nostri parlamentari occorra chiedere esattamente questo: di battersi per noi a costo di morire. Non vedo per quale altra ragione si dovrebbe stipendiare e proteggere, così come noi facciamo, i parlamentari della Repubblica.

Ora vengo al punto: nell’attuale periodo storico, cioè nel contesto in cui siamo immersi, dopo due anni devastanti per i quali molti personaggi politici dovrebbero non già poter ricandidarsi, bensì scontare un ergastolo, ci viene chiesto di votare in anticipo e di far ripartire la giostra delle legislature tirando una molla la cui carica teorica perdura per 5 anni; e innanzi a questo appuntamento vediamo che tutti o quasi tutti i politici fingono che i due anni devastanti che abbiamo appena trascorso non siano mai esistiti, e quanto al futuro: vediamo che sul tema più determinante per le sorti economiche della Nazione, sul tema della guerra quei pinguini sono tutti perfettamente allineati e proni. E nondimeno siamo a questo punto: che appoggiare la guerra sul fronte USA significa prendere il preciso impegno di prolungare il più possibile il conflitto bellico tra USA e Russia, con gravi perdite umane sul territorio interessato dagli scontri e con altrettanto gravi conseguenze sociali in tutto il mondo, e specialmente in taluni Paesi (tra cui il nostro). Parlo di difficoltà estreme per i ceti medio-bassi, parlo non già di povertà, ma di impoverimento doloso di milioni di persone; parlo di imprese che chiudono i battenti, di famiglie rimaste sul lastrico, di disoccupazione e precariato perenne; parlo di stato sociale ridotto in pezzi, parlo di una scuola e una sanità finite allo sbando, e tutto ciò mentre il consiglio dei ministri trova pur sempre il modo di reperire fondi pubblici per finanziare le spedizioni di armi e la morte che esse determinano.

Civili ucraini e civili russi sono morti (anche) per opera delle armi italiane che il governo italiano ha fornito per nome e per conto dello Stato italiano: il popolo italiano ha qualcosa da ridire su questo, o se ne resterà muto?

Posta l’assoluta, l’estrema, l’intollerabile gravità dei crimini che gli ultimi governi hanno commesso durante la cosiddetta “emergenza pandemica”: noi vediamo adesso concretizzarsi, e applicata su di noi e sulle nostre vite la nuova emergenza, l’emergenza bellica in tutto il suo nuovo – sempre eguale a sé stesso – squallore; così incominciamo a udire giornalisti e politici che cercano di convincerci che sia normale tutto questo, che sia normale subire, impoverirsi, stare sempre angosciati, e che sia normale fallire e morire per una guerra che non ci riguarda. Il popolo italiano ha qualcosa da ridire su questo, o se ne resterà muto?

Interessa realmente a qualcuno che russi e ucraini, vale a dire popolazioni molto affini tra loro per lingua, cultura e storia, si bombardano di continuo e si ammazzano tra loro? Si dovrebbe dunque lavorare per la pace, per la pace anziché per la guerra. È molto semplice.

Andate pure a votare se volete; ma sappiate questo:

– che votare PD è votare per la guerra;
– che votare Fratelli d’Italia è votare per la guerra;
– che votare Lega, 5 Stelle, Renzi, Calenda, Bonino, Fratoianni, ecc. è votare per la guerra.

Votare per la guerra non è una cosa da poco. Dovreste pensarci, e dovreste pensarci fino ad avere voglia di vomitare.

Mi fermo qui, non vorrei addentrarmi negli scetticismi che nutro verso forze politiche alternative. Per ora mi basta ribadire il quadro sui partiti tradizionali, su quelli che effettivamente hanno portato l’Italia in questo pantano. Ad ogni modo, è ora che ciascuno di noi si responsabilizzi. Votare per contribuire al prosieguo di queste follie significa, a sua volta, essere affetti da follia. Ciascuno di noi si domandi quali valori ha in seno, e cosa fa nella vita per difenderli, e se realmente val la pena di gettarli alle ortiche esprimendo il proprio consenso verso una cosa atroce come la guerra.

La campagna elettorale è stata una pena. I partiti politici italiani sono una vera pena.

Io, dal canto mio, vi dico intanto: se dovete votare, votate contro la guerra. Sentitevi male, altrimenti. Con una nausea più lunga – e profonda.

(Marco Zuccaro)

Pubblicato in: Attualità

Si riparte

Il quartier generale del’OMS (WHO) ha sede a Ginevra in Svizzera. In Svizzera non c’è stato neanche un solo minuto di lockdown. Il lockdown c’è stato solo in Italia!!! Cos’è che non è ancora chiaro?

https://amp24.ilsole24ore.com/pagina/AEPamf1B

Mi è stato raccontato:

“Il green pass solo nei ristoranti a dicembre 2021 e nemmeno lo chiedevano tutti. Negli hotel potevi entrare senza green pass (soggiornato a San Gallo), al lavoro alcune aziende (come quella del mio amico) ti facevano periodicamente il test sierologico mentre altre aziende, se non eri vaccinato, ti facevano il tampone (a spese dell’azienda) 1 o 2 volte a settimana e, se risultavi positivo, ti mandavano a casa in quarantena e rientravi dopo la negatività.
Ma nessun obbligo vaccino al lavoro.
Gli autobus li potevi prendere tranquillamente a dicembre con mascherina indossata, ad aprile senza mascherina.

E cmq già da fine febbraio avevano tolto di mezzo le limitazioni green pass.

Anche nei supermercati ad aprile senza obbligo mascherina e difatti in media la portava una persona ogni 40.
In Banca entravi tranquillamente senza bisogno di alcun lasciapassare…
UN ALTRO MONDO!”

Pubblicato in: Attualità

Notizie da Donetsk

Donetsk – nuovo bombardamento sul pieno centro di Donetsk, ancora una volta le munizioni NATO fornite a Kiev hanno ucciso civili in piazza Lenin e vicino al teatro.
Questa zona era stata colpita anche un paio di settimane fa. Ancora una volta è doveroso ribadire che si tratta di terrorismo in quanto le zone colpite non hanno alcuna rilevanza militare.

Da V. N. Rangeloni

[[iscrivetevi al suo canale Youtube, se volete seguire gli aggiornamenti]]

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I Tg delle FAKE NEWS

Il giornalista italiano Mattia Sorbi, saltato in aria su una mina e soccorso da soldati e medici RUSSI è appena rientrato in Italia grazie alla croce rossa RUSSA e sul Tg1 la giornalista riesce a dire “Ringrazia i medici ucraini”.
Badate bene che Mattia Sorbi fa presente solo due cose: che era sicuramente una mina, e che lo hanno soccorso soldati russi.

Vorrei ricordare…

27 MARZO 2022 – TG1 RAI DELLE 13:30

MATTIA SORBI, INVIATO IN UCRAINA, SMENTISCE LA FAKE NEWS INERENTE UN ATTACCO RUSSO DIFFUSA DAL GOVERNO UCRAINO E POMPATA DA TUTTI I MAINSTREAM OCCIDENTALI.

La VERITÀ ⤵️

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EPPURE MATTIA SORBI È STATO INSERITO NELLA LISTA NERA DEL GOVERNO UCRAINO, QUESTO NON LO DICONO?

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Era il settembre del 2021 e già si parlava di aumenti dell’energia

Era il settembre del 2021 e già ci avvertivano che i prezzi dell’energia sarebbero lievitati… c’era già la guerra in Ucraina? Non mi pare.

“La transizione ecologica costa, è un fatto. Il ministro Roberto Cingolani ha la tendenza a sottolineare questo indubbio problema, ma senza indicare soluzioni. L’ultimo esempio riguarda le bollette energetiche. L’1 ottobre l’Autorità per l’energia (Arera) comunicherà come ogni trimestre gli aumenti in arrivo per le famiglie in regime di tutela, quelle cioè che non si sono ancora rivolte al mercato libero. L’andamento dei prezzi di gas ed elettricità, entrambi ai massimi storici sia per problemi di carenza di offerta sia per effetto del rialzo senza precedenti del costo delle quote di Co2, fa prevedere un nuovo incremento a doppia cifra dopo quello registrato a luglio. E il ministro, senza attendere il dato ufficiale, durante un convegno della Cgil ha messo le mani avanti: “Lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, il prossimo trimestre aumenta del 40%.”

articolo completo ⤵️

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/09/13/bollette-cingolani-il-prossimo-trimestre-elettricita-su-del-40-senza-maxi-esborso-del-governo-i-rincari-li-pagheranno-i-consumatori/6319467/

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I nuovi “no vax”

“Astenuto” is the new “No-Vax”.

Del resto, le tecniche militari adottate sui civili negli ultimi due anni, unite a una propaganda senza pari che ha costantemente fomentato la psicosi di massa, hanno lasciato e continueranno a lasciare effetti per anni.

La “campagna social” promossa contro coloro i quali non se la sentono di votare sta assumendo toni oggettivamente preoccupanti. È nostro compito fermare sul nascere le derive interne al fronte di coloro i quali si oppongono alla distopia.

P. S.

Non aiuta il fatto che, ogni giorno, vi sia sempre almeno un candidato dei partiti antisistema che si sveglia e inizia a fare o a dire immani stronzate.

P. P. S.

Lei è Ambra Fedrigo, candidata in FVG per VITA.

N. B.

Più chiedi voti, meno ne prendi.

(Di Marco Zuccaro)

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E avete visto la pazzia di Paragone? Credo sia preoccupato per la poltrona 😁

Pubblicato in: Sui vaccini

2ndo booster

“Fauci dichiara candidamente che non è stato fatto nessun trial clinico sul vaccino aggiornato e in pochi si fanno domande. Su questo e su tutto il resto. Perché se fai domande sei subito etichettato come no-vax? Noi invece le domande ce le facciamo eccome”.